mercoledì 16 settembre 2009

LA CRISI CHE FU O...... CHE SARA'????


Siamo d'accordo.... abbiamo evitato il peggio!!!
MA NON E' ABBASTANZA per pensare che questa crisi sia alle spalle, finché continueremo ad alimentare un sistema, in cui le Istitizioni più importanti, sono così grandi o troppo interconnesse per essere lasciate al fallimento, in una fase di crisi. Se non si parte con una radicale regolamentazione del sistema finanziario viene meno il principio in base al quale una qualunque azienda che abbia un obiettivo di utili , possa operare senza il rischio di andare incontro ad una bancarotta. Il sistema va sicuramnete riorganizzato per evitare che in futuro tali strutture siano tutelate o meglio salvate dai redditi dei contribuenti, perché in sintesi é ciò che sta accadendo in questi ultimi 18 mesi.

L'Economia reale corre sul filo di un rasoio, i dati sull'occupazione sono estremamente preoccupanti , in grande sofferenza tutto il segmento della piccola e media impresa lasciata in balia delle Banche che hanno stretto i cordoni del credito.

Giusto per dare qualche dato in casa Italia: in Basilicata l'usura rischia di colpire 1 azienda su 5, fenomeno alquanto generalizzato su tutto il territorio nazionale. Nel settore del turismo a picco le presenze , si stima un decremento del giro d'affari di circa il 20% in alcune zone della Calabria si arriva al 40%. Il governo tagliala la spesa in tutti i rami sociali essenziali, dalla sanità all'istruzione, fino alla ricerca.

Nell'economia globalizzata che privilegia la quantità alla qualità si assiste ormai al lento ed inesorabile degrado della qualità della vita, con la scomparsa di quei mestieri che, hanno fatto grande l'Italia nel mondo.

L'argomento consentirebbe di citare innumerevoli esempi e volutamente ci siamo soffermati su quanto in modo inconfutabile l'uomo che non ha nozioni di economia ma contribuisce a farla nella vita di tutti i giorni con le sue scelte, abbia modo di percepire nella sua quotidianità.

Il messaggio che intendiamo trasferire ai nostri lettori che seguono il blog per attingere informazioni su cui riflettere, per operare le scelte più opportune per i propri risparmi resta quello di restare vigili, di non cedere ai canti lusinghieri del facile ottimismo ma riflettere e confrontarsi se possibile con professionisti della finanza INDIPENDENTE!!!!

Meditate gente!!!

mercoledì 22 luglio 2009

LA STAGIONE DELLE TRIMESTRALI....INCORAGGIA IL TORO???


Diamo un occhiata alle principali trimestrali pubblicate negli ultimi giorni:

Merck: gli utili calano meno delle stime, nessuna variazione sull'outlook 2009
Du Pont: utili più che dimezzati ma meglio delle attese
Texas Instruments : batte le stime su utili e fatturato e cala meno del previsto.
Asbro: crescono utili e fatturato.
Bank of America: utili in calo ma meno delle attese.
Citigroup: batte le attese grazie agli utili di Smith Barney
Boeing: l'utile é sopra le stime.
Pfizer: l'utile scende meno del previsto.
Morgan Stanley: passa in rosso nel secondo trimestre anche ilfatturato delude le attese.
General Electric : utili dimezzati ma sopra le attese, delude il fatturato.
Google: utile e fatturato battono le stime
IBM: utili battono le attese, riviste al rialzo le stime sull eps 2009.
Goldaman Sachs : utili d'oro per uno dei trimestri migliori della storia.
Chevron: allarme sugli utili
Oracle: utili e fatturato in calo ma meno del previsto
Apple: utili e fatturato battono le stime
Pepsi: gli utili battono le attese in calo invece il fatturato.

Il mercato continua a mostrare una certa tonicità, con l'indice S&P 500 ormai a ridosso dei 960 punti.
Come si può notare quasi tutti i risultati del primo trimestre pubblicati battono le stime degli analisti, tranne qualche eccezione come Morgan Stanley, GE e Chevron alquanto deludenti. Come ben sappiamo gli ernings sono di fontamentale importanza per l'andamento dei prezzi in Borsa e se le trimestrali continueranno a battere le stime, considerando che il momento é estremamente difficile, ciò indurrebbe a pensare che in futuro le cose potrebbero andare ancora meglio e gli analisti potrebbero rivedere al rialzo le stime, portando i prezzi ad adeguarsi. Ma questa é una Ipotesi che non può considerarsi assolutamente scontata, anzi oseremmo dire pare un pò stonata, in un contesto macroeconomico che si mostra sempre più fragile e preoccupante.
Quindi é importante considerare anche il sentiment che condiziona in maniera decisiva un trend.
Sappiamo bene quanto il mercato in preda all'emotività ignori qualunque dato nel bene e nel male.
In conclusione, la nostra considerazione é che i tempi sono ancora prematuri affinché questa fase di rialzo possa considerarsi come un anticipazione di una prossima ripresa, pertanto ci aspettiamo che il mercato possa ritestare tra settembre e marzo nuovi minimi.
Attendiamo i prossimi dati societari per avere un quadro più completo della situazione e in ogni caso raccomandiamo ancora.......prudenza!!!!!

Meditate gente!!!!!!

mercoledì 1 luglio 2009

,,,,,,,,E IO PAAGOO !!!!!!!


FORZA NAPOLETANI FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE !!!!!!
Sul Blog Paolo Barrai ha chiesto agli Italiani quanto questa crisi é percepita sulla loro pelle, sul loro vivere quotidiano, sul loro lavoro, almeno per chi ancora ce l'ha, perché insomma al di là dei dati macro e degli inviti all'otttimsmo, c'é che ad ognuno di noi questa crisi in qualche modo la vita la sta cambiando!!! Ci piacerebbe che Voi Napoletani lasciaste un commento a questa domanda, anche perché Napoli per bene o per male secondo noi rappresenta il benchmark della nostra Italia, per la sua capacità di mostrare i lati più estremi del bene e del male e spesso é un anticipatore di fenomeni (v. la spazzatura) già perché il problema smaltimento dei rifiuti...non riguarda e non riguarderà solo Napoli. (Magari alla storia del benchmark Napoli dedicheremo un articolo più approfondito che supporti questa nostra teoria).
Vi aspettiamo e risponderemo alle Vs testimonianze!!!!

martedì 30 giugno 2009

Qualcosa è cambiato?


Siamo giunti ormai quasi ad un anno dall'inizio della crisi e per le Banche è ora di fare il punto della situazione.
Oggi, rispetto allo scorso anno, le Banche hanno chiuso i rubinetti del credito, facendo rientrare al più presto i clienti esposti con fidi e scoperti ma la cosa parodossale è che è sempre più difficile trovare qualche azienda che sia disposta a chiedere il credito.
Il credit crunch ha investito il modello di business delle Banche. Basilea 2 ha fatto il resto.
Le Banche più grandi applicano alla lettera Basilea 2 e sono proprio quelle che più si trovano in difficoltà con la clientela.Istituti come MPS, UNICREDIT, B.POP NOVARA, CREDEM ormai non erogano più se non con spread che superano i tre basis point. Le piccole realtà locali incrementano invece la massa prendendo clienti dalle Banche più grandi.
Qualcosa è cambiato? Lo scorso anno a tassi più alti corrispondeva uno spread applicato più basso (sui mutui eravamo anche a spread di 0,60);oggi a tassi decisamente più bassi (sull'EURIBOR la situazione più evidente e clamorosa) le Banche applicano spread dai due punti a salire.........semprechè siano disposti a concedere...............
Inoltre con tassi alti la politica era quella di consigliare tasso fisso alla clientela (quando lo sapevano tutti che i tassi sarebbero scesi) magari ristrutturando debito e rinegoziando tasso variabile; ed oggi i consigli vanno ancora sul tasso variabile quando è palese che ormai siamo ai minimi storici.
ESATTAMENTE IL CONTRARIO DI QUELLO CHE ANDREBBE FATTO.
Certo il sistema Italiano ha retto meglio di altri alla crisi; ma sarà difficile che tale exploit possa durare all'infinito, se continua la moria dei clienti e il boom di incagli e sofferenze.
E' necessario recuperare il rapporto di fiducia con la clientela.
Non pensiamo che ciò possa essere recuperato con continui aumenti di capitale ed emissioni di obbligazioni. Ci sembra che si sia sfuttata troppo l'onda emotiva del rimbalzo delle borse per poter racimolare altri soldi dai risparmiatori.
E non pensiamo possa bastare la nuova politica delle Banche che si apprestano a smantellare e vendere le loro Sgr (società di gestione del risparmio) non consigliando più l'acquisto di Fondi e Gestioni Patrimoniali a favore di Obbligazioni perlopiù non quotate ed illiquide.
E non si è ancora del tutto fatto chiarezza sulle Index e sulle Unit che le Banche volutamente hanno "parcheggiato" nel dimenticatoio.............

Qualcosa è cambiato?

MEDITATE GENTE

mercoledì 17 giugno 2009

I PAESI DEL BRIC MOSTRANO SEGNALI DI UN DISCOSTAMENTO DALLE ECONOMIE OCCIDENTALI....SEGNO DI UN MONDO CHE STA CAMBIANDO!!


A inizio mese a seguito dei dati sulla congiuntura economica in Cina, i mercati hanno messo a segno un rialzo record. Di fatto la Cina é ormai riconosciuta come la nuova locomotiva economica a livello mondiale.

Il Purchasing Managers Index (PMI)- dato che misura l'attività industriale e che, sul PIL cinese ha un peso molto rilevante- ha superato la soglia di 50, indicando che si é passati da uno stato di contrazione ad uno stato di espansione economica. ed anche se il dato ha mostrato una leggera flessione da aprile a maggio passando da 53,5 a 53,1 sarebbe comunque in linea con la stagionalità di questo indice che normalmente tocca il suo massimo relativo proprio ad aprile.

E' importante rilevare, dunque, che la ripresa della produzione industriale attribuibile alle politiche anticrisi messe in atto, é dovuta prevalentemente a nuovi ordini imputabili alla domanda interna, infatti le esportazioni non registrano un analoga ripresa.

I mercati, che esprimono sempre una tendenza, cominciano a segnalare che le economie del BRIC cominciano ad intraprendere un andamento indipendente dalle economie occidentali USA ed Europa.

Infatti, se osserviamo la performance dell indice FTSE EM (indice che misura la performance dei mercati emergenti ) si rileva una performance da inizio anno di circa il 42% contro un ben più modesto 7,3% dell indice FTSE All World developed market (Fonte FT.com).

Tenuto conto che tali aree hanno sofferto maggiormente la crisi in fase iniziale, ad oggi, un eventuale discostamento della loro economia va letto come un elemento positivo se non indispensabile ai fini di una ripresa economica. La ragione é molto semplice in una crisi localizzata la spirale negativa viene solitamente viene interrotta dale esportazioni che, vanno a sostenere la domanda e quindi l'occupazione. In una crisi globale dove tutti i paesi hano un andamento economico correlato non é possibile far leva sull'"esportazione" in quanto anche la domanda esterna si contrae.

Paul Krugman dichiarò infatti: " si può uscire dalla crisi solo trovando un altro pianeta su cui esportare...".

La preferenza espressa nei nostri portafogli su queste aree, va comunque prevalentemente a Cina e Brasile.

Meditate Gente!!


giovedì 11 giugno 2009

SE POTESSI AVERE 1000 LIRE AL MESE.....!

QUAL'E' LA DIFFERENZA FONDAMENTALE TRA QUESTE DUE "BANCONOTE"?

La differenza fondamentale che passa tra la vecchia 500£ con il "Mercurio Alato", che molti di noi hanno utilizzato, emesse tra il 74'e il 79' e la 2000£ con "Galileo Galilei" emessa dal 73' all'83' é sostanziale se non addirittura strutturale!

La prima la 500£ era una banconota emessa "priva di debito" per cui riportatva in testa alla banconota la dicitura "REPUBBLICA ITALIANA"; quindi sostanzialmente era lo Stato che emetteva, in nome di bisogni sociali primari, banconote prive di debito, quindi d'interesse.

Lo Stato pertanto nell'emettere banconote, non doveva sostenere oneri finanziari per subire il prestito da parte di un terzo soggetto privato, che stampava e prestava. Quindi con l'emissione diretta non si andava ad ingrossare il debito pubblico e non si andava a stimolare inflazione- Lo Stato per far fronte a tali bisogni non emetteva titoli pubblici.

Con la 2000£ passiamo invece ad una banconota emessa da "BANCA D'ITALIA". Subiamo quindi, una perdita di sovranità monetaria. Lo Stato perde il potere di stampare moneta per finalità sociali.

La differenza sostanziale é che la seconda banconota genera ripercussioni fiscali perché, l'emissione di Titoli di Stato é gravata da interessi, questi interessi lo Stato li paga attraverso la fiscalità diffusa- imposizione fiscale diretta e indiretta.

Possiamo affermare pertanto che la vecchia 500£ é un biglietto di Stato a corso legale la seconda invece é .....UN DERIVATO.

Le banconote della BANCA CENTRALE EUROPEA oggi, sono il derivato di un derivato di un derivato.......che alla fine é il nostro lavoro. Questa é la bolla di derivati più grande che esista!!

MA QUANTO E' COSTATA QUESTA RENDITA MONETARIA ? Per rendita monetaria si intende la differenza tra il costo di emissione ed il valore nominale, sia per le banconote che per tutto quel denaro virtuale creato dalle Banche commerciali. NEL 2007 SI STIMA CHE, PER OGNI ITALIANO (BAMBINI, ADULTI, ANZIANI) IL COSTO PROCAPITE E' DI 100.000€. Incredibile!! Cosa avremmo potuto fare con tale cifra ?!

QUESTO SISTEMA GENERA INFLAZIONE E DEBITO PUBBLICO

Risolvere il problema dell'inflazione non si può, l'espansione monetaria del sistema riserva frazionaria é intrinsecamente inflazionistica , attraverso l'espansione della base monetaria senza che ci sia un proporzionale incremento di beni e servizi si riuscirà sempre a far diminuire il potere d'acquisto. Basta sapere che dal 1999 al 2007 il potere d'acquisto dell'Euro sié dimezzato. I prezzi sono saliti quasi dell'8% all'anno. LE BANCHE LA CHIAMANO INFLAZIONE - quasi come se fosse un evento naturale. In realtà é la programmatica svalutazione del nostro denaro da parte di Banche che mettono denaro in circolazione, rendendoci di fatto più poveri!

Sembrerebbe assurdo ed antieconomico, ma tutto diventa logico considerato che quando una Banca stampa moneta in realtà emette un DEBITO del quale resta creditrice, poiché l'unico modo per creare moneta é attraverso un prestito, nel nostro sistema il denaro e il debito sono praticamente la stessa cosa : IL DENARO E' UN DEBITO!

Sommando tutti i debiti pubblici e privati si giunge ad una conclusione sconvolgente: se tutti nella stessa nazione fossimo in grado di estinguere i nostri debiti, governo compreso.........non rimarrebbe alcun euro in circolazione.

Meditate gente!!!

sabato 6 giugno 2009

E-GOVERNMENT: CHE FINE HA FATTO LA CARTA D'IDENTITA' ELETTRONICA ?



Visto che siamo in fase di elezioni europee é tornato d'attualità il tema dell' e-governement si parla di ammodernamento della macchina pubblica e ancora promesse di rivoluzione digitale e del "piano e-government 2012
Abbiamo allora pensato, di richiamare alla vostra memoria, quanto cominciava 8 anni fa circa, quando cioé, il nostro governo mostrava fiero la prima Carta d'Identità Elettronica.

Ricordate? Era proprio un napoletano il Sig. Mossetti Paolo che riceve nel 17 marzo del 2001 la prima storica CARTA D'IDENTITÀ' ELETTRONICA.

"In quattro anni, le tesserine arriveranno a tutti " - dichiarava con orgoglio il Ministro Bassanini e ancora :"...e faranno dell'Italia l'avanguardia del modernismo della Pubblica Amministrazione..!"

Dopo l'euforia parte la sperimentazione, coinvolti 156 Comuni. La sperimentazione va bene ma, ad oggi continua ancora ad essere sperimentata e i Comuni abilitati al rilascio di questo "futuristico gadget" sono meno di quelli iniziali: 138.

Ma tornando ai fatti, dal 2001 al 2004, la CIE non c'é l'ha praticamente nessuno. Berlusconi allora rilancia con il decreto 7/2005 e stabilisce ,che dal gennaio 2006 circa 8000 Comuni Italiani dovranno, mandare al macero la vecchia carta e rilasciare categoricamente solo CIE.

Con la CIE puoi fare tante cose, é dotata di una ottica a lettura laser, micro processore, chiavi crittografate e PIN. E' come avere un fascicolo personale in soli 8 cm. Sarà anche una carta servizi, puoi quindi prenotare una visita al museo, pagare le multe, votare etc..
Sembrerebbe tutto chiaro, resta solo un problema: farle!

Poiché il governo vuole fare le cose con "trasparenza", affida la produzione ad una società nuova :
"Innovazione & Progetti".
La neonata é pubblica: maggioranza Poligrafico dello Stato, il resto é Poste e Finmeccanica (controllata dal Tesoro).
La "Innovazione & Progetti" non produce "a gratis" come dicono a Napoli; la CARTA i cittadini la pagheranno 30€. Un documento obbligatorio che renderebbe circa 200 milioni l'anno!

Intanto dal decreto del 2005 fino al 2007 il "prezioso gadget" continua ad essere un reperto raro! Fu allora che il Ministro degli Interni Giuliano Amato stabilì che il costo per il rilascio dell'oggetto misterioso scende a 20€, ma alla Innovazione & Progetti , a quel punto, produrre la carta non converrà più. La neonata probabilmente non é un azienda attrezzata per un tale compito e si decide pertanto di liquidarla, non prima di aver pagato gli amministratori per il lavoro svolto!!

Si decide pertanto, che della carta se ne occupera direttamente il Poligrafico. A quel punto la liquidazione di I&P scatena una guerra!
Finmeccanica porta in Tribunale il Poligrafico. Poi al TAR, Poi al Consiglio di Stato.
Vince e si ferma tutto, i bandi per la fornitura delle attrezzature vengono annullati. Una guerra tra Caino e Abele tra lo Stato e se stesso.

Gli Italiani intanto continuano a portare in tasca la stessa vecchia cara e sgualcita Carta d'Identità. Ad oggi e quindi punto e a capo, il decreto "milleproroghe" stabilisce che a fine anno questo "oggetto misterioso" diverrà lo strumento esclusivo per dialogare con la Pubblica Amministrazione.

Si accettano scommesse sulla prossima proroga!!!!

Intanto al Ministero degli Interni sono stati istituiti tre comitati di esperti.
Ci chiediamo, dal 2001 ad oggi quanto sarà stata la spesa o meglio lo spreco di soldi tra consulenze, società inutili, spese legali etc...

E-GOVERNMENT? Se andiamo avanti così ne usufruiranno i nostri nipoti ...figli di mille proroghe!!

Meditate gente!!!!